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LAVORAVANO IN CONDIZIONI ANIMALESCHE 10 ORE AL GIORNO PER 18 EURO

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Decine di migranti lavoravano dalle 8 alle 18, sette giorni su sette, in un magazzino senza riscaldamento di San Mauro Torinese dove avevano il compito di impacchettare pennarelli di famosi marchi. Chi non aveva nulla da mangiare si accontentava di bere l’acqua del bagno per poi tornare a lavoro, o meglio ad esser sfruttati, dove bisognava confezionare almeno mille scatole per un compenso giornaliero di euro 18. Quando 3 dei 45 richiedenti asilo di origine africana si sono ribellati ed hanno chiesto che la paga salisse ad almeno 25 euro sono stati licenziati in tronco. Non si sono però rassegnati e andati dal giudice del lavoro hanno raccontato come venivano trattati dal titolare di origine cinese che tra le tante cose prima di andarsene chiudeva le porte a chiave in modo che gli sfruttati non potessero uscire. Il titolare faceva perno sulla necessità dei richiedenti asilo di dimostrare d’avere un lavoro.

Foto di La Repubblica

ISRAELE, MINISTRO CRITICATO PER PAROLE CONTRO I GAY

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Israele, il ministro dell’istruzione e anche rabbino Rafi Peretz sta facendo parlare di sè per la sua risposta alla domanda su come reagirebbe se uno dei suo figli fosse gay. Il ministro ha risposto: “ringraziando il Cielo i miei figli sono cresciuti in un ambiente naturale e sano e mettono su le proprie famiglie basandosi su valori ebraici”, concludendo ricordando come per lui la famiglia naturale sia solo quella “che si basa su un uomo e su una donna”. Rafi Peretz ha ricevuto critiche persino dal ministro della giustizia Amir Ohana. Non è la prima volta per il rabbino che in passato aveva espresso sostegno alle terapie per convertire i gay.

Foto presa da Globalist

LIBIA: OGGI AL-SARRAJ E HAFTAR A MOSCA PER TREGUA

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Attesi a Mosca al-Sarraj e Haftar per firmare un accordo sui termini del cessate il fuoco tra le loro truppe. Da poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco già le parti si accusano di aver infranto lo stop chiesto qualche giorno fa da Putin ed Erdogan ed inizialmente rifiutata da Haftar che la scorsa settimana ha conquistato la città di Sirte. Contento il premier Conte che nelle ultime giornate si è occupato molto della questione libica.

JUAN GUAIDÓ ENTRA IN PARLAMENTO E PRESTA GIURAMENTO COME PRESIDENTE

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Vi abbiamo già raccontato di come domenica in Venezuela si sia svolta l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale e di come si sia trattata di una farsa. Infatti l’eletto, e fino a poco prima sconosciuto se non per delle accuse di corruzione, Luis Parra, non aveva ottenuto la maggioranza e soprattutto la votazione era avvenuta mentre l’ex presidente Guaidó, assieme ad altri oppositori, veniva bloccato fuori il palazzo dalla polizia. In occasione però della prima Assemblea Nazionale Guaidó è riuscito a forzare il blocco ed entrare nell’edificio per prestare giuramento dopo l’elezione che aveva indetto nella sede del giornale El Nacional venendo scelto da oltre 100 parlamentari (diversi però hanno votato per via telematica perché in esilio).

Foto presa da Ansa

ESTINTO IL PESCE SPATOLA CINESE: PRIMA ESTINZIONE DEL NUOVO ANNO

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Il pesce spatola cinese o pesce spada cinese per la sua somiglianza con il pesce spada è il primo animale estinto di questo nuovo anno. Questo pesce dalla lunghezza di quattro metri era uno dei più grandi pesci d’acqua dolce che si conoscono e viveva all’interno del fiume Azzurro. Dichiarato funzionalmente estinto nel 1993 deve la sua definitiva scomparsa principalmente alla presenza di dighe nell’importante fiume.

VENEZUELA: FALSA ELEZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE

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Domenica a Caracas, Venezuela, si è svolta una falsa elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale. Ad essere stato eletto è stato Luis Parra, sostenuto anche dal partito di Maduro, che ha ottenuto 81 voti su 167. L’elezione sarebbe però avvenuta senza rispettare il quorum e con Guaidó ed altri oppositori tenuti fuori dal palazzo dalle forze di sicurezza. Allora mentre l’Assemblea Nazionale votava Parra, si è tenuta come reazione una informale votazione nella sede del giornale El Nacional rieleggendo Guaidó presidente. Alla votazione hanno partecipato anche diversi parlamentari in esilio tramite chiamata.

Foto presa da Il Post

USA: GUARDIE CARCERARIE LICENZIATE PER AVER FATTO SALUTO NAZISTA

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Saranno licenziati una trentina di aspiranti guardie carcerarie del West Virginia (USA) colpevoli di aver fatto il saluta nazista in una foto di gruppo. Ad annunciarlo è il governatore Jim Justice che afferma: “questo tipo di comportamento non sarà tollerato da nessuna agenzia governativa finché ricoprirò questo incarico”.

Foto presa da Fanpage

EX DEPUTATO ARTURO SCOTTO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI FASCISTI

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L’ex deputato Arturo Scotto racconta di una aggressione che ha subito in Piazza San Marco mentre si trovava con sua moglie e suo figlio durante il festeggiamento per il nuovo anno.
“Un gruppetto di ragazzi (circa 8) urlavano “duce tu scendi dalle stelle” e “anna frank l’abbiamo messa nel forno” immediatamente dietro di me.
Intorno alla mezzanotte nel pieno di un grande e commovente brindisi collettivo.
Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne.
Hanno rincarato la dose urlando “duce duce”. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie.
Sono passati dalle parole ai fatti.
Uno, due, tre cazzotti in faccia. Sangue dal naso ma per fortuna nessuna frattura.
Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto.
Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteressi.
Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi”. Il dirigente di Art. Uno fa sapere di aver sporto denuncia all’arma dei carabinieri ringraziando poi forze dell’ordine e magistratura. Riferendosi ai fascisti termina il post Facebook con le parole “non passeranno mai”.

RAGAZZI DOWN INSULTATI IN PIZZERIA: “CI FANNO VOMITARE”

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A Filadelfia, un piccolo comune in provincia di Vibo Valentia, il 23 dicembre tre ragazzi down sono stati presi di mira dalle offensive parole di una famiglia. Siamo in una pizzeria dove i tre ragazzi hanno ordinato e si sono accomodati ad un tavolo poco distante da quello dei due accompagnatori. All’improvviso però una famiglia composta da tre persone e anche essa poco distante dai ragazzi, si alza, si lamenta ad alta voce e abbandona il locale. “A un certo punto hanno cominciato a urlare dicendo che i nostri ragazzi li facevano vomitare. Insomma, non volevano cenare vicino a loro. Senza alcun motivo, non avevano fatto niente, al massimo avranno tossito perché a uno di loro è andato di traverso l’antipasto. Tutto qui” spiega la madre di uno dei ragazzi. Componenti della famiglia avrebbero anche detto: “ci fanno vomitare” e “capisco che sono malati ma in un locale non possono starci”.

PICCHIATA PERCHÉ OMOSESSUALE: “NEL NOSTRO PAESE UCCIDONO LE LESBICHE”

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L’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia ha raccontato sulla propria pagina Facebook l’aggressione subita da una 25enne di origine nigeriana perché lesbica. Il fatto si è verificato giovedì 19 dicembre quando Jen, è questo il nome della ragazza, è stata fermata da un connazionale che per l’ennesima volta ha rivolto un invito alla donna. Per l’ennesima volta Jen ha rifiutato l’invito spiegando anche d’esser lesbica. L’uomo allora in preda alla rabbia le avrebbe rivolto le seguenti parole: “Nel nostro Paese queste cose non sono ammesse”. Alla risposta della ragazza l’uomo ha tempestato di colpi la ragazza per poi lasciarla tramortita a terra.