“SEI CINESE, HAI IL CORONAVIRUS”DONNA PICCHIATA A TORINO

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Torino, una 43enne di origine cinese che vive nella città piemontese dal ’97, è stata prima insultata e poi presa a botte. “Sei una cinese di mer** hai il virus, vattene” le avrebbero urlato, stando a quanto denunciato al commissariato di polizia, un uomo e una donna di mezza età. La donna aggredita ha raccontato di essere stata avvicinata per strada dai due che avrebbero poi iniziato a prenderla a calci e pugni: l’intervento di passanti ha fatto dileguare la coppia di aggressori.

“Gesto ignobile e di rara violenza verso una nostra concittadina, alla quale mando l’abbraccio mio personale e di tutta la comunità. A Torino non può esserci spazio per questi comportamenti” ha commentato la sindaca Appendino.

RAVENNA, INTIMIDAZIONE E SVASTICA SU UN ALTRO MONUMENTO ALLA RESISTENZA

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Sfregiato con una svastica e il simbolo delle SS il monumento alla Resistenza di Ravenna che sorge dove ebbe luogo l’eccidio del Ponte degli Allocchi in cui persero la vita 12 persone nel 1944.

Con la bomboletta spray scritto anche un “Ciao Artioli” che risuona come una intimidazione nei confronti del presidente provinciale dell’Anpi Ivano Artioli che ha voluto recarsi sul posto di persona. “È la prima volta che trovo il mio nome in una situazione del genere. Però non credo volessero attaccare me in quanto persona ma piuttosto me in quanto presidente dell’Anpi, il mio nome è noto come esponente di un’associazione sociale, culturale e civica. È evidente la crescita dell’odio contro questa realtà. Hanno colpito un simbolo davvero della città in tema di Resistenza, ma sono convinto che dietro a questi gesti ci sia un gruppo ristretto di persone che magari non sanno nemmeno cosa rappresenta questo monumento”.

Foto di RavennaToday

ATTENTATO AD HANAU: COSA È SUCCESSO E COSA SAPPIAMO

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Germania, Hanau, ieri sera intorno alle 22 sono piovute pallottole allo shisha bar Midnight dove un uomo è entrato ed ha iniziato a sparare sulla gente che fumava Il narghilé. Il killer si è poi spostato con un’auto scura in una zona residenziale, nel quartiere di Kesselstadt, ripetendo l’operazione all’Arena Bar & Cafè. In tutto hanno perso la vita otto persone, mentre una nona ha perso la vita nella notte in ospedale per via delle ferite riportate.

A commettere la strage un 43enne tedesco di estrema destra, Tobias Rathien, il cui corpo senza vita è stato trovato questa mattina da forze speciali della polizia tedesca in una villetta a schiera. Assieme a lui anche il corpo della madre 72enne e, racconta Bild on line, anche una lettera in cui si afferma che alcuni popoli che non possono essere espulsi dalla Germania vadano “annientati”.

Sei giorni fa l’attentatore aveva postato un video su YouTube nel quale rivolgendosi agli americani parlava di una “invisibile società segreta” che li controlla. Per adesso si pensa a un “presunto atto di terrorismo” di matrice “xenofoba”.

PROFANATO CON UNA SVASTICA IL SACRARIO DI CAMERLONA

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Una svastica è comparsa al sacrario di Camerlona, in provincia di Ravenna, che accoglie le spoglie di tanti caduti partigiani del Gruppo Combattente della Brigata “Cremona”. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, spiega come l’aver profanato il santuario sia un “insopportabile episodio, tra i tanti avvenuti in questi ultimi giorni in Italia, di atti vandalici che inneggiano al fascismo, al nazismo e all’antisemitismo”.

IL SUDAN CONSEGNA L’EX DITTATORE ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

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L’ex Presidente sudanese Omar al-Bashir, costretto alle dimissioni nell’aprile del 2019, verrà presto consegnato alla Corte penale internazionale dal governo transitorio. La Corte dell’Aja ha spiccato il primo mandato d’arresto per Bashir nel 2009 e da allora al-Bashir è sempre sfuggito alle accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità nell’ambito della guerra in Darfur. Stessa sorte per tre ex consiglieri.

Foto di Burhan Ozbilici

USA, ESPLODONO TOMBE NATIVI AMERICANI PER FARE POSTO AL MURO DI TRUMP

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Arizona, USA, sono iniziate le esplosioni controllate presso “Monument Hill”, luogo sacro per i nativi americani, che si trova in una riserva naturale riconosciuta dall’Unesco. Qui sono anche seppelliti i corpi dei guerrieri Apache morti in battaglia.

Le esplosioni sono finalizzate a far posto al muro con il confine messicano: motivo per il quale Trump ha potuto ricorrere a motivazioni di sicurezza nazionale.

Immagine di Open.online

POMEZIA, SCRITTE ANTISEMITE DAVANTI A DUE SCUOLE

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Comparse delle scritte antisemite davanti a due scuole di Pomezia che si erano impegnate in iniziative sulla Shoah.

Questa mattina gli studenti del liceo Pascal hanno trovato scritto sull’asfalto dinanzi l’ingresso della scuola: “Calpesta l’ebreo” con affianco una stella di David e la croce celtica.

Episodio simile all’Ipsia di Largo Brodolini dove sono comparse le scritte “Anna Frank brucia” con accanto una svastica e “Parlateci delle foibe”.

La polizia indaga. I ragazzi intanto hanno reagito coprendo momentaneamente le scritte con gli striscioni “Non esistono razze superiori” e “Il fascismo non è un’opinione”.

QUELLO CHE SAPPIAMO SULLO STUDENTE EGIZIANO DI BOLOGNA CHE ARRESTATO RISCHIA LA TORTURA

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Il ragazzo in foto si chiama Patrick George Zaki, 27 anni, ed è uno studente e ricercatore iscritto a un master dell’Università Alma Mater di Bologna. Patrick sta facendo molto parlare di sè in queste ore a causa del suo arresto da parte egiziana e ciò comporta, denuncia Amnesty International, che il “rischio tortura è elevato”. Wael Ghally, legale che da più di 15 anni si occupa di diritti umani, ha raccontato a ilfattoquotidiano.it quanto saputo da Patrick dopo aver parlato con lui alla procura di Mansoura dove è riapparso dopo 27 ore. “Alle 4 del mattino del 7 febbraio Patrick era in fila al controllo passaporti all’aeroporto del Cairo l’agente si è accorto che su di lui pendeva un mandato di arresto e allora lo ha condotto in una stanza” dalla quale si sono perse le tracce del giovane che non era a conoscenza del fatto che fosse ricercato. Su dove poi sia stato trasportato Patrick una volta bendato e rapito si possono fare solo supposizioni e Ghally per la sua esperienza ipotizza un edificio dell’Amn el-Dawla dove sembra che il giovane sia stato “picchiato e torturato con l’elettricità” tramite fili in modo che non rimanessero segni. Qui Patrick ha subito un primo interrogatorio sulla attività che svolge per l’EIPR (l’organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights) per poi essere trasferito a Mansoura e ritrovarsi davanti una sorta di Corte d’Assise. Il ragazzo, citando ilfattoquotidiano.it, è accusato di “diffusione di false informazioni per minare la stabilità nazionale” e “incitamento a manifestazione senza permesso”, oltre a “tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza”. Wael Ghally continua affermando che “durante l’udienza, il giudice aveva in mano una lista di post su Facebook stampati che non siamo riusciti a vedere. Soprattutto ci siamo accorti che aveva in mano verbali con prove completamente inventate” come ad esempio una perquisizione avvenuta nella casa di Mansoura in presenza della madre del giovane che però in realtà non poteva essere presente essendosi trasferita al Cairo 8 anni fa. Falso è anche il verbale in cui si dice erroneamente il luogo d’arresto di Patrick.

CAGLIARI, SCAMBIATO PER UN CINESE: INSULTATO E PICCHIATO

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Trauma cranico e un mese di cure per Elida, trentenne originario delle Filippine, picchiato sul bus e poi in strada perché scambiato per un cinese. “Cinese, ci infetti con il coronavirus” gli avrebbero urlato prima che uno iniziasse a picchiarlo riempiendolo di lividi e sangue oltre che della triste consapevolezza dell’esistenza di un brutto morbo chiamato ‘razzismo’.

Foto di Casteddu Online

ROMA, PRESA A SASSATE LA TARGA DI VIALE 8 MARZO

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Roma, rotta la targa di Viale 8 marzo Festa della Donna. Inizialmente i cittadini vicini pensavano che a causare il danno fosse stato un ramo a causa del forte vento ma “l’abbiamo osservata meglio (spiegano dall’Associazione per Villa Pamphilj) e ci sono balzati agli occhi tre crateri, dove qualcuno ha colpito, con pietre o altro strumento contundente, fino a provocare la rottura della targa”.