ROMA, VANDALIZZATO IL MONUMENTO CHE RICORDA L’OMOCAUSTO

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“Proprio nella notte tra domenica e lunedì, alla vigilia della Giornata della memoria 2020 è stato vandalizzato il monumento ”Tutti potenziali bersagli”, a due passi dalla Piramide, unico monumento a Roma in ricordo dell’Omocausto (l’olocausto degli omosessuali). L’alba della Giornata della Memoria è stata purtroppo contrassegnata da questo gesto vile, che deve portarci a riflettere sulla vulnerabilità dei nostri simboli, luoghi di ricordo e ragionamento” denunciano Alessandra Aluigi e Flavio Conia.

Fonte e foto: Globalist

INDONESIA, RAGAZZA FRUSTATA PER AVER FATTO SESSO PRIMA DEL MATRIMONIO

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Dalla provincia indonesiana di Aceh arrivano immagini di una donna inginocchiata che viene presa a frustate da un’altra donna (entrambe pienamente coperte). Il “boia” donna fa parte di una nuova squadra di fustigazione femminile che questa volta è all’opera per punire una donna colpevole di aver fatto sesso prima del matrimonio. Sull’isola di Sumatra fustigazioni pubbliche come queste sono molto diffuse.

Foto presa da Globalist

POLONIA, APPROVATA LEGGE CONTRO I GIUDICI

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Criticata da Unione Europea e Nazioni Unite oltre che dalle opposizioni, la Camera del parlamento polacco ha approvato giovedì una legge che permetterà al governo, ad oggi guidato dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia, di punire i giudici. Una volta che il presidente polacco, anche lui di Diritto e Giustizia, avrà firmato la legge, i giudici che criticheranno le riforme giudiziarie o le nomine di cariche pubbliche potrebbero essere puniti con multe o persino il licenziamento. Vietato anche l’ingresso in politica. Nella stessa giornata la Corte Suprema aveva definito illegittimi dei giudici del Consiglio nazionale della magistratura scelti direttamente dal governo.

SULLA PORTA DELLA CASA DELLA DEPORTATA COMPARE SCRITTA “QUI CI SONO EBREI”

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Sulla porta della casa in cui ha vissuto la partigiana Lidia Beccaria Rolfi è comparsa la scritta antisemita che veniva utilizzata durante il nazismo: “juden hier”, cioè “qui ci sono ebrei”. La scritta è comparsa dopo che il figlio Aldo Rolfi, figlio della partigiana che in realtà non era ebrea, ha ricordato la madre e parlato del crescente antisemitismo su un giornale locale. Indaga la Digos di Cuneo.

SALVINI CITOFONA A CASA DANDO DELLO SPACCIATORE AD UN MINORE

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Succede che Salvini si trova nel quartiere Pilastro di Bologna e viene fermato da una signora la quale gli comunica che lì vicino abita una famiglia di spacciatori tunisini che rifornisce la zona. L’ex ministro allora ha l’idea di andare a citofonare insistentemente e con fare scherzoso chiede se da quella casa provenga parte della droga che rifornisce il quartiere. Il tutto intanto finisce sulla diretta Facebook nella quale più volte vengono fatti i nomi di padre e figlio che abitano quella casa. A rispondere al citofono è stato il minore (i genitori non erano a casa) il cui fratello intervistato poi da Fanpage si è dichiarato pronto a denunciare la signora per le affermazioni diffamatorie e che ha anche affermato: “sono pieno di precedenti, in passato ho fatto di tutto e di più”, ma ora “vado a scuola, sono un ragazzo normalissimo, non mi manca niente”.

SALVINI HA MENTITO AGLI ISRAELIANI DICENDO DI NON AVERE LEGAMI CON CASA POUND

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Il segretario della “Lega per Salvini Premier” ha rilasciato una intervista al giornale “Israel Ha-Yom” (vicino a Netanyahu) in cui ha dichiarato di non avere legami con organizzazioni politiche quali Casa Pound, Forza Nuova e Fiamma e che l’antisemitismo è anche cosa di sinistra: “Pensiamo a Jeremy Corbyn o ad attivisti della sinistra in Germania che non vogliono essere come i nazisti eppure si trovano a boicottare prodotti israeliani”. Ma la risposta che ha fatto più discutere è quella che Salvini ha detto ad una domanda sul risorgere dell’odio verso gli ebrei in Europa: “la massiccia provenienza di immigrati provenienti da Paesi musulmani contribuisce alla diffusione dell’antisemitismo anche in Italia”. Il leader ha anche dichiarato che da premier dichiarerà Gerusalemme capitale di Israele.

LAVORAVANO IN CONDIZIONI ANIMALESCHE 10 ORE AL GIORNO PER 18 EURO

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Decine di migranti lavoravano dalle 8 alle 18, sette giorni su sette, in un magazzino senza riscaldamento di San Mauro Torinese dove avevano il compito di impacchettare pennarelli di famosi marchi. Chi non aveva nulla da mangiare si accontentava di bere l’acqua del bagno per poi tornare a lavoro, o meglio ad esser sfruttati, dove bisognava confezionare almeno mille scatole per un compenso giornaliero di euro 18. Quando 3 dei 45 richiedenti asilo di origine africana si sono ribellati ed hanno chiesto che la paga salisse ad almeno 25 euro sono stati licenziati in tronco. Non si sono però rassegnati e andati dal giudice del lavoro hanno raccontato come venivano trattati dal titolare di origine cinese che tra le tante cose prima di andarsene chiudeva le porte a chiave in modo che gli sfruttati non potessero uscire. Il titolare faceva perno sulla necessità dei richiedenti asilo di dimostrare d’avere un lavoro.

Foto di La Repubblica

ISRAELE, MINISTRO CRITICATO PER PAROLE CONTRO I GAY

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Israele, il ministro dell’istruzione e anche rabbino Rafi Peretz sta facendo parlare di sè per la sua risposta alla domanda su come reagirebbe se uno dei suo figli fosse gay. Il ministro ha risposto: “ringraziando il Cielo i miei figli sono cresciuti in un ambiente naturale e sano e mettono su le proprie famiglie basandosi su valori ebraici”, concludendo ricordando come per lui la famiglia naturale sia solo quella “che si basa su un uomo e su una donna”. Rafi Peretz ha ricevuto critiche persino dal ministro della giustizia Amir Ohana. Non è la prima volta per il rabbino che in passato aveva espresso sostegno alle terapie per convertire i gay.

Foto presa da Globalist

LIBIA: OGGI AL-SARRAJ E HAFTAR A MOSCA PER TREGUA

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Attesi a Mosca al-Sarraj e Haftar per firmare un accordo sui termini del cessate il fuoco tra le loro truppe. Da poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco già le parti si accusano di aver infranto lo stop chiesto qualche giorno fa da Putin ed Erdogan ed inizialmente rifiutata da Haftar che la scorsa settimana ha conquistato la città di Sirte. Contento il premier Conte che nelle ultime giornate si è occupato molto della questione libica.